Lo staff della clinica mobile

Alla vigilia di Ride for life 2014, la nostra Roberta Contrastini ha incontrato il Dr. Michele Zasa, specialista in anestesia e rianimazione, da quest’anno alla guida della prestigiosa Clinica Mobile nel Mondo ereditata dal dr. Claudio Costa, al cui fianco collabora dal 2010. Anche quest’anno, come per le passate quattro edizioni, la Clinica Mobile sarà presente ed operativa con lo staff della dr.ssa Lorena Sangiorgi per contribuire al successo dell’evento a scopo benefico organizzato da Riders4Riders Onlus in collaborazione con Marina Romoli Onlus, FMI, FCI e il circuito South Milano di Ottobiano (PV).
La presenza di questo inimitabile presidio medico sui circuiti di tutto il mondo, è per i piloti e le loro famiglie un punto di riferimento assoluto riguardo i responsi diagnostici e i trattamenti sanitari immediatamente successivi ai traumi più diffusi in pista, come per gli interventi fisioterapici e le terapie antidolorifiche spesso necessarie a questi sportivi. Ma non solo per questi motivi la Clinica Mobile è divenuta negli anni il “rifugio” di chi trascorre parte della propria vita tra motori e box.
La struttura e le sue tecnologie all’avanguardia da sole non bastano a spiegare il feeling che lega i piloti a questi specialisti della medicina sportiva. La Clinica Mobile è molto di più. Sorride chi come me ha il piacere di conoscere alcuni tra i membri delle varie equipe coordinate dal dr. Zasa perché sa quali siano le doti non comuni di queste persone. Un mix di competenza e passione, accompagnate sempre da una profonda umanità che fa di loro gli angeli custodi dei piloti.
Il crescente e meritato prestigio della Clinica Mobile non ha scalfito negli anni la sensibilità dei suoi componenti, anzi parlando della nuova edizione di Ride for life con il dr. Zasa, mi accorgo della sincera condivisione di ideali e finalità che ci accomuna.

Dottor Zasa, anche quest’anno lei ha risposto all’invito di Riders4Riders Onlus riguardo la presenza della Clinica Mobile a Ride for life con la consueta disponibilità ed entusiasmo. Solo un altissimo ideale di solidarietà può giustificare questa scelta. Cosa la spinge a partecipare?
«La motivazione che ci spinge ad essere qui credo sia la stessa che spinge voi a portare avanti questa associazione: la passione per le moto e la voglia di aiutare chi ha bisogno. Questi sono le stesse motivazioni che da 40 anni ci spingono ad aiutare i piloti, a sacrificarci per loro e con loro, a stargli a fianco giorno e notte nel momento del bisogno. In sostanza, questa è la missione della Clinica Mobile».

Non le nascondo che i campioni protagonisti delle sfide di Ride for life, ogni anno si informano riguardo la presenza della Clinica Mobile all’evento. La fiducia riposta nella vostra esperienza è totale. Qual’è il segreto di tanto successo?
«Tutto ciò ci fa piacere, vuol dire che lavoriamo bene e che i piloti si sentono più sicuri con noi al loro fianco. Non esiste un segreto specifico, ma tanto sacrificio e passione, e un’assoluta disponibilità che i piloti vedono e apprezzano. Certo, in così tanti anni di attività la Clinica Mobile ha sviluppato un’esperienza e protocolli clinici specifici per i piloti, che ci permettono di affrontare e risolvere situazioni a volte complicate. Ma è soprattutto la voglia di aiutare il pilota, la capacità di saper analizzare rapidamente il problema e affrontarlo cercando le soluzioni migliori, spesso innovative, che credo ci permetta di godere della loro fiducia».

Raccogliere fondi per assistere piloti vittime di gravi infortuni e per sostenere la ricerca sulla cura delle mielolesioni croniche, le due finalità di Ride for life. Ma anche sensibilizzare un vasto pubblico e creare un ponte che unisca il mondo dei “pro” in attività a quello di tanti sfortunati “ex” in attesa di una cura. Spesso nel “reparto corse” si evitano certi argomenti e si dimenticano presto i colleghi in difficoltà… Quali le sue riflessioni a riguardo?
«Certamente nei weekend di competizione non si parla volentieri di infortuni e malattia. Quella dei piloti è infatti una categoria molto superstiziosa e soprattutto a ridosso della gara i ragazzi vogliono concentrarsi sulla prestazione, senza pensieri che li possano distrarre dal loro obiettivo. Al di fuori del circuito noto però che tutti i piloti sono sempre molto disponibili verso le manifestazioni di solidarietà, a maggior ragione quando si tratta di problemi così vicini al loro mondo. Non sono dunque d’accordo sul fatto che ci si dimentichi dei colleghi in difficoltà: i piloti professionisti sono consapevoli di essere dei modelli e di quanto la loro testimonianza possa essere importante, e dunque non si fanno pregare nel portare il proprio contributo a questo genere di manifestazioni».

Qualche suo prezioso consiglio per migliorare l’attività di Riders4Riders Onlus?
«Fate già un ottimo lavoro, organizzando tante bellissime iniziative. Analizzando i vostri ambiti di intervento ritengo fondamentale il supporto a persone vittime di infortunio, così come è importante la sensibilizzazione che svolgete sul tema della sicurezza, ed il sostegno economico alla ricerca scientifica sulla cura delle lesioni midollari. Quest’ultimo punto è sicuramente una sfida difficilissima, ma le scoperte scientifiche dell’ultimo decennio penso possano darci speranza per il futuro».

Impegni e progetti della Clinica Mobile nel Mondo sotto la guida di Michele Zasa e di Guido Dalla Rosa Prati?
«Siamo solo all’inizio della nostra avventura, avendo preso il testimone dal dr. Costa a Febbraio 2014. Questa eredità è certamente impegnativa, e ci teniamo a portarla avanti degnamente. Finora i nostri sforzi sono stati mirati a mantenere a livelli di eccellenza il servizio in MotoGP e WSBK, direi con risultati positivi, ma tanti sono i progetti che vorremmo sviluppare nell’immediato futuro. Ricollegandoci alle vostre attività, la Clinica Mobile vorrebbe contribuire alla ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per migliorare sempre più le protezioni dei piloti. In tal senso abbiamo già avviato dei dialoghi con ditte specializzate nel settore motociclistico. Stiamo inoltre introducendo alcuni elementi tecnologici nuovi all’interno delle Cliniche Mobili, quali ad esempio nuove radiologie digitali. Vorremmo poi offrire di più ai piloti, andando oltre l’attività di fisioterapia e terapia riabilitativa che attualmente svolgiamo. Vorremmo guidarli in tutti gli ambiti della loro preparazione sportiva e della loro vita da atleti, tutelandone la salute. Infine, con un progetto parallelo denominato World Mobile Clinic, la Clinica Mobile sta mettendo a disposizione il proprio know-how in fatto di unità sanitarie mobili da destinare a Paesi in via di sviluppo. In tal senso stiamo sviluppando collaborazioni con organizzazioni governative e non per la realizzazione di strutture mobili da destinare laddove ce n’è bisogno».

Grazie di tutto dottor Zasa, a lei e a tutti i componenti della Clinica Mobile nel mondo. La sua testimonianza è un esempio per tutti di come sia possibile prestare aiuto al prossimo mettendo in campo personali passioni e competenze. Con immensa gioia la attendiamo insieme alla dottoressa Sangiorgi e la sua equipe alla quinta edizione di Ride for life.